La Città Visibile: in mostra al Salone le venticinque icone del cambiamento di Torino
| Quando il 18 maggio 1988 si inaugura a Torino Esposizioni il primo Salone del Libro, Torino è ancora una città a monocultura industriale. Lo stesso Lingotto è un immenso capannone vuoto, da poco dismesso e in attesa di essere reinventato.
Ma è il primo segnale di una reazione a catena che in pochi anni cambierà tutto. Spazi ed edifici da cui si è ritirata l'industria vengono riscritti come luoghi di socialità e di servizi, parchi, viali. Nuovi cittadini venuti dal mondo ne cambiano la struttura sociale, ma anche colori, sapori, suoni, abitudini, ritmi. Dal guscio della città-fabbrica della produzione di beni materiali prende forma a poco a poco la vivace metropoli che crea e scambia conoscenza. Torino riscopre antiche e nuove vocazioni: l'arte, il cinema, la creatività, l'enogastronomia, lo spettacolo, il turismo. Arrivano le Olimpiadi, la notte si accende della movida e delle Luci d'Artista. Anche pagine drammatiche come la tragedia Thyssen spostano di senso parole come sicurezza e dignità del lavoro. E l'immagine della città, nella percezione dei suoi abitanti e di chi la vede da fuori, fa un'inversione a U e non torna più indietro. Si può raccontare questa metamorfosi attraverso gli oggetti, le invenzioni, le svolte che l'hanno scandita e determinata? La mostra La città visibile. Torino, 1988-2012>> - ideata dal Salone e dal Circolo dei lettori e curata da Luca Beatrice con la collaborazione di Roberta Pagani - ritiene di sì. Venticinque icone del cambiamento. Venticinque simboli partiti di qui per cambiare il mondo. Ognuno raccontato dalle parole, ora leggere ora affilate, di uno scrittore o testimone. La mostra è l'ultima tappa di un progetto che il Salone e il Circolo dei lettori hanno ideato assieme per celebrare i venticinque anni del Salone e che in un ciclo di sette incontri al Circolo tra febbraio e aprile ha approfondito i temi di Salone, Società, Cinema e Teatro, Musica, Arte Contemporanea, Architettura-Urbanistica-Design e Scrittura. La concezione generale della mostra, la scelta degli oggetti e degli scrittori è nata dal confronto e scambio di idee con Rolando Picchioni, Ernesto Ferrero, Nicola Gallino e Marco Pautasso. Ci troveremo l'Mp3 che ha rivoluzionato il mercato della musica digitale, nato proprio a Torino nel 1988 dall'intuizione di Leonardo Chiariglione. La Torcia olimpica dei Giochi Invernali del 2006. La sentenza che condanna per omicidio volontario i dirigenti della fabbrica ThyssenKrupp per il rogo del 6 dicembre 2007 che uccide sette operai, il punto più tragico della storia recente della città e al tempo stesso un momento di svolta nella sensibilità e cultura della sicurezza sul lavoro. La moda e l'arte contemporanea. L'enogastronomia di Slowfood come filosofia di wellness e il mutamento della popolazione che ingloba un multiculturalismo non più di facciata. La metropolitana, aperta nel 2006, e il treno Frecciarossa disegnato da Giorgetto Giugiaro, che collega Torino con Milano in soli 50 minuti. La musica dei Subsonica e la nuova casa del calcio, lo Juventus Stadium. Lo splendore passato della Reggia di Venaria e il futuro utopistico nella stazione spaziale Alenia. Venticinque storie per 25 anni, che compongono un puzzle straordinario ed emozionante. Ecco gli oggetti e gli autori che li raccontano: Luci d'Artista / Paola Mastrocola Venaria Reale / Alessandro Barbero Bandiera tricolore per il 150° anniversario dell'Unità d'Italia (1861-2011) / Andrea Bajani Sentenza Thyssen / Luca Rastello International Space Station / Alessandro Perissinotto Motore Common rail / Piero Bianucci Felpa Robe di Kappa / Elena Loewenthal Subsonica / Gabriele Ferraris Bozzetti di Ugo Nespolo per la metropolitana / Gian Luca Favetto Chiocciola Slow Food / Lorenzo Mondo Juventus Stadium / Giorgio Faletti Arte Contemporanea / Luca Beatrice Bici ToBike / Stefania Bertola Museo del Cinema, manifesto film Dopo mezzanotte / Giorgio Vasta Torcia olimpica / Gianpaolo Ormezzano Loghi del Salone (Armando Testa e Adriano Benetti) / Guido Accornero e Rolando Picchioni Lingotto – Bolla di Renzo Piano / Enrico Remmert Cioccolato Gobino / Bruno Gambarotta Design Giugiaro, Frecciarossa / Gianluigi Ricuperati Carlo Fruttero, Donne informate sui fatti / Ernesto Ferrero La moda – Kristina Ti e Alessandro Martorana / Gianni Farinetti e Luca Bianchini Fotografie classi multietniche / Margherita Oggero Mp3 / Giuseppe Culicchia Scarpe Superga Tricolori / Fabio Geda La nuova 500 / Mario Baudino E come vedono la metamorfosi di Torino dalle altre città? Al confronto è dedicato il dibattito Lo sguardo obliquo: Torino vista dagli altri, sabato 12 alle 17 in Arena Bookstock. Intervengono: Luca Beatrice, Rolando Picchioni e Stefano Zecchi. |



