Salone Internazionale del Libro di TorinoSalva

Anime arabe, la cultura liberata dal luogo comune. Parlano le curatrici, Paola Caridi e Lucia Sorbera

L'edizione numero 29 del Salone ha aperto una grande e feconda finestra sul mondo arabo. Un giro d'orizzonte basato su un criterio geo-culturale e non più geopolitico. Un focus, quello di Anime arabe, che ha puntato sulla letteratura dei Paesi arabi realizzato con l’impegno e la supervisione di Paola Caridi e Lucia Sorbera.

Tanti gli argomenti e i paesi trattati nei cinque giorni del Salone, dalla Siria all’Egitto, dalle identità dei giovani musulmani che vivono in Europa fino all’archeologia ferita e al grande tema del terrorismo internazionale. Si è parlato di diritti e di totalitarismi, di sessualità e di diritti civili. E sono stati anche ricordati gli scrittori, gli attivisti e gli intellettuali arrestati, che non hanno potuto pubblicare le loro opere in patria, o a cui è stato proibito lasciare il Paese.

«Si è trattato di un successo - spiegano Paola Caridi e Lucia Sorbera, le anime dell’iniziativa - che è andato oltre alle nostre aspettative. Il culmine è stato la serata dedicata alla poesia di Nizar Qabbani, una delle massime espressioni della letteratura araba, che ha visto parecchi scrittori internazionali invitati entusiasti di raccontare questo poeta, diventato un vero e proprio simbolo. Anche la risposta del pubblico è andata ben oltre alle nostre aspettative e ha segnalato il desiderio delle persone e dei lettori di conoscere meglio una cultura che è stata descritta per troppo tempo in maniera stereotipata». «Ci ha sorpreso - hanno aggiunto Caridi e Sorbera - la voglia del pubblico di vedere anche fisicamente le persone. Attraverso i loro corpi gli intellettuali e i giornalisti arabi hanno mostrato una diversità rispetto allo stereotipo con il quale sono spesso purtroppo descritti. Le donne arabe intellettuali, poi, hanno mostrato di saper parlare anche di politica e non soltanto della condizione della donna e dei diritti negati».

«Abbiamo avvertito - continuano Caridi e Sorbera - il calore di un grande abbraccio da parte di tutti e la voglia di capire la realtà quotidiana e le idee degli arabi, colmando questa mancanza di conoscenza. Molto apprezzata è stata anche la reazione del mondo intellettuale italiano che ha partecipato e interagito con curiosità e interesse con importanti esponenti. E ci ha colpito l’emozione delle seconde generazioni, i cosiddetti nuovi italiani nel vedere rappresentata la loro cultura d’origine. Grazie al Salone del Libro il pubblico ha potuto comprendere che la cultura araba non è qualcosa di alieno rispetto alla nostra, ma ha radici comuni e inscindibili, come hanno bene ricordato Pietrangelo Buttafuoco e Franco Cardini. È una cultura insita nelle nostre origini, nella storia della nostra letteratura, basti pensare al ruolo della poesia araba in Sicilia. Con questa iniziativa ci siamo riappropriati di una cultura che abbiamo sentito lontano da noi e che, al contrario, fa parte di noi».


Officina. Editoria di progetto fa volare il Padiglione 1

Il Salone 2016 ha visto festeggiare il terzo compleanno di Officina - Editoria di Progetto la sezione curata da Giuseppe Culicchia e dedicata ai mestieri del libro, a chi fa editoria per passione e per missione. Dai piccoli editori indipendenti ai giovani autori e talent-scout, senza dimenticare figure chiave come i librai e i bibliotecari che ogni giorno si dedicano alla promozione della lettura.

Cuore di Officina è stato il Padiglione 1 del Lingotto che ha ospitato presentazioni, dibattiti e momenti in cui la letteratura ha incontrato la musica. Infatti durante La Sera in Officina, a partire dalle 21 sono stati programmati incontri musicali, set acustici, chiacchiere e showcase.

Complice il biglietto serale ridotto moltissime persone hanno partecipato agli appuntamenti con l’ex Csi Massimo Zamboni, Vasco Brondi alias Le Luci della Centrale Elettrica e Francesco Gabbani vincitore dell’ultimo Sanremo Giovani.

Per quanto riguarda gli ospiti, gli incontri più seguiti sono stati quelli del ciclo Visioni Indipendenti dedicati al presente e al futuro dell’editoria. Al rinnovato Indipendents’ Corner pienone di pubblico per Mario Calabresi, Zerocalcare, Aldo Nove , Ginevra Bompiani, David Riondino, Antonio Franchini, Diego Fusaro ed Elisabetta Sgarbi che ha presentato la sua nuova avventura editoriale, La Nave di Teseo.

È stato registrato grande apprezzamento per gli appuntamenti dedicati ai mestieri del libro, in particolare quello sull’arte della traduzione con Marisa Caramella e Yasmina Melouah che in Italia cura la trasposizione delle opere di Daniel Pennac e con Achille Mauri di Messaggerie per il mestiere di distributore. Notevole interesse anche per gli incontri con Carmine Donzelli sulla storia dell’omonima casa editrice tornata al Salone dopo un periodo di assenza e per i 40 anni della torinese Edt. In Officina sono stati segnalati anche i titoli che è giusto recuperare dall’oblio, un iniziativa che è stata assai apprezzata da visitatori ed ospiti arrivati al Lingotto in questi giorni.

«Questi incontri hanno funzionato perché gli ospiti che fanno parte della filiera del libro hanno avuto la possibilità di raccontare qui e solo qui il loro mestiere, la loro esperienza e la loro passione»: così lo scrittore Giuseppe Culicchia, anima e curatore dello spazio.

In generale tutti gli editori e gli espositori hanno espresso soddisfazione sottolineando il fatto che in questi tre anni di Officina il Padiglione 1 ha trovato una sua identità con un programma dedicato.

I numeri di vendita forniti hanno fatto registrare un sensibile aumento rispetto alla passata edizione: Nottetempo +20%, Nutrimenti +10%, Voland +20%, Sur + 35%, Marcos y Marcos +13%, Edt +10%, Del Vecchio +10%, La Nuova Frontiera +20%, Emons +10%, Tunué +10%. Per Minimum Fax e Keller i dati sono sostanzialmente invariati rispetto all’edizione 2015, mentre Donzelli, tornata al Salone dopo 3 anni, ha espresso entusiasmo: «Ringraziamo molto per il lavoro svolto in condizioni oggettive molto difficili e ci complimentiamo con le capacità organizzative di tutto lo staff».

Complimenti al gruppo di lavoro del Salone 2016 sono arrivati anche da Emons .I titoli più venduti sono stati la nuova edizione de L’inseguitore di Julio Cortázar e I ragazzi venuti dal Brasile di Ira Levin entrambi per Sur e A quattro mani di Paco Ignacio Taibo II per La nuova Frontiera.