Salone Internazionale del Libro di Torino 2018

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Hack spiega perché le stelle non ci cadono in testa

Perché le stelle non ci cadono in testa? “A causa dell’azione esercitata dalla forza di gravità e da quella centripeta”: è questa la risposta di Margherita Hack alla domanda che dà il titolo al suo libro, scritto insieme a Federico Taddia. L’astrofisica ha accolto la sfida di spiegare con parole semplici le complesse dinamiche di nascita, vita e morte degli astri, in un’operazione di rimodulazione, sistemazione e affinamento lunga, come ha spiegato il coautore: “Leggevo il manoscritto e lo rimandavo con le modifiche a Margherita, che lo cambiava di nuovo. Dopo tre o quattro ping pong ci siamo detti ‘basta così’”.

Davanti a una platea di giovanissimi, Hack risponde alle domande di Taddia con chiarezza, in modo da farsi capire anche dai più piccoli: “Le stelle – spiega l’astrofisica – sono come dei palloncini gonfi di gas. La forza di gravità e la forza centripeta fanno sì che esse si muovano come una sfera che gira: finché la facciamo ruotare attorno a un dito essa rimane in equilibrio. Se fermiamo il movimento cade”.

La maglietta con cui si è presentata al Salone del Libro, con la scritta Giù le mani dalla ricerca, è stata solo il preludio di quello che l’astrofisica ha detto sull’argomento: “I politici si riempiono la bocca parlando di innovazione, ma poi tagliano i fondi: un atteggiamento miope, che costringe i nostri migliori talenti a cercare fortuna all’estero”.

Sul nucleare, Hack ha le idee chiare: “L’energia non è di destra né di sinistra: serve all’uomo. Bisogna sfruttare le fonti rinnovabili. Detto questo credo che con i crescenti bisogni dell’industria non si possa fare a meno del nucleare. L’Italia, oggi, paga l’energia agli altri paesi: capisco chi si preoccupa dei rischi, ma oggi li corriamo ugualmente senza averne i vantaggi. Il problema che mi preoccupa di più, semmai, è l’individuazione delle aree per le scorie”.

E l’ateismo? Hack lo spiega così: “La scienza non è in grado di spiegare il perché delle cose ma i come. Il big bang non è necessariamente l’inizio dell’universo ma è la prima cosa che possiamo osservare. Trovare spiegazioni con Dio, secondo me, è una semplificazione. La vita dopo la morte è un desiderio comprensibile, ma per quel che mi riguarda dell’aldilà non me ne è mai fregato molto. Ho sempre pensato più all’aldiqua”.

Arena Bookstock, ore 15,30, sabato 15 maggio 2010

Manlio Melluso

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